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Giovedì 20 dicembre alle ore 21:00 presso la Sala Conferenze del Museo Civico Andrea Tubino di Masone, avverrà la presentazione del libro Vent'anni color seppia: Storia e storie di Masone 1919-1943 di Piero Ottonello. Proiezione diapositive d'epoca e di un inedito cinegiornale Luce del 1936 sul campo di addestramento della milizia di Masone.
I vent’anni del fascismo in un paese dell’entroterra genovese. Dalla rivoluzione delle camicie nere, subito dopo la prima guerra mondiale, fino al 25 luglio 1943. Un cammino nel tempo ricostruito attraverso documenti d’archivio, articoli di giornale, memorie e tante immagini fotografiche d’epoca che raccontano soprattutto di Masone, Campo Ligure e Rossiglione, ma che riguardano anche Voltri, Pegli, Sestri Ponente e Ovada. E’ la storia di un rivolgimento politico e sociale che negli anni Venti è stato in gran parte subito, poi pressoché generalmente accettato nel decennio successivo, quando il fascismo si è fatto regime e, quindi, del tutto rigettato con il susseguirsi dei disastri bellici. Una parabola comune al resto d’Italia descritta rappresentando mediante parole e immagini l’esistenza quotidiana in un paese di provincia, le condizioni del lavoro e dell’igiene, la scuola e i divertimenti, le sfilate del sabato fascista e la costruzione di una nuova chiesa. Uno spaccato suggestivo che arriva fino al tempo dei razionamenti alimentari, degli sfollati che a migliaia salgono sull’Appennino dopo i bombardamenti su Genova, delle tessere annonarie necessarie per mangiare e alle pentole che vengono requisite per essere fuse e diventare cannoni. In mezzo, la lotta sotterranea tra il clero locale e i fascisti, qualche episodio di violenza, un omicidio e la storia dello “smemorato di Masone”, ma anche il progresso sociale, gli sforzi amministrativi dei podestà per far fronte alla crisi economica degli anni Trenta, le opere pubbliche del regime e il generale miglioramento delle condizioni di vita, le campagne demografiche, le sanzioni economiche con la comparsa dei surrogati, i campeggi dei militari e, infine, la chiusura tragica con la sequela dei caduti e dei dispersi.
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